La stagione dell’amore e il ratto di Persefone

kore1
Pittore di Oionokles (475-450 a.C.), anfora a collo distinto ARV² 647.21. Foto da Archivio Beazley.
E tutto iniziò con un rapimento, un incesto e una buona dose di disperazione e inganno… ebbene sì, siamo in primavera!

Gli uomini, attraverso il mito, hanno da sempre cercato di dare una spiegazione ai fenomeni naturali, ne sono esempi l’alternanza delle stagioni e la rinascita vegetativa in primavera. Ecco come è nato il mito del ratto di Persefone! Conosciamolo insieme e approfondiamone gli aspetti più significativi grazie all’uso delle immagini vascolari.

 

Episodio mitico

Il mito narra che Persefone, figlia di Zeus e Demetra (a sua volta sorella di Zeus), si trovava nei pressi di Enna, in Sicilia, per raccogliere dei fiori con alcune ninfe. Lo zio di Persefone, nonché fratello di Zeus e Demetra e dio degli Inferi, Ade, si invaghì della giovane nipote e volle possederla. Con l’inganno fece in modo che la giovane si allontanasse dalle compagne, attirandola con la bellezza di un fiore di narciso. La giovane, allora, lo raccolse e nel punto in cui era nato il fiore si aprì una voragine nel terreno dalla quale uscì Ade su un carro e la  rapì. Secondo le fonti il luogo attraverso il quale il carro ritornò negli Inferi si trova invece nella fonte Ciane, nei pressi di Siracusa.

Alla notizia del rapimento della figlia, Demetra, non sapendo l’identità del rapitore, iniziò una disperata ricerca per nove giorni e nove notti, durante le quali si aiutò con una fiaccola accesa sul monte Etna.

Quando le fu rivelato il nome del rapitore, costrinse Zeus ad intercedere con Ade affinché le restituisse la figlia: fece in modo di non assolvere più ai suoi doveri di divinità delle messi e dell’agricoltura e piano piano la terra divenne sterile. Zeus allora dovette acconsentire alla richiesta di Demetra e chiese al fratello di restituire Persefone, ma questo non fu più possibile. La giovane dea, infatti, convinta con l’inganno da Ade, aveva mangiato dei chicchi di melograna (secondo le fonti uno, tre o sette) e chi si nutre del cibo degli Inferi è costretto a rimanervi.

Si giunse ad un compromesso: Persefone avrebbe vissuto 6 mesi (primavera – estate) in cielo con la madre, durante i quali la terra fiorisce e dona i suoi frutti, allegoria della giovane dea che risorge alla luce, e sei mesi (autunno – inverno) negli Inferi con il marito, nei quali la terra è sterile.

 

 

Attributi divinità (per individuarle nelle scene rappresentate)

Ade: scettro, trono, kàntharos (un tipo di coppa per bere), cornucopia, melograno, gallo.

Demetra: scettro, velo, spighe.

Persefone: torce, spighe, melograno.

*Ti consiglio la lettura del post Tutta questione di attributi… per approfondire il tema degli attributi, fondamentale nella comprensione delle immagini.

 

Immagini vascolari

Tre sono le fasi salienti del racconto mitico e sono proprio queste che vengono rappresentate sui vasi. Vediamo alcuni esempi insieme.

1. Inseguimento e rapimento (Vedi anche immagine di copertina).

rapimento
Frammenti di uno skyphos col ratto di Persefone. Eleusi, Museo Archeologico inv. 624, (450-400 a.C.). Da notare come il carro sia già sprofondato nel terreno per raggiungere gli Inferi. Foto da Archivio Beazley.

 

2. Melograna.

melograna
Pittore di Codrus (450-425 a.C.), kylix ARV² 1269.3. Scena di simposio: Persefone con melograna e Ade con cornucopia e phiale. Foto da Archivio Beazley.

 

3. Ritorno.

ritorno Persefone
Pinax votiva da Eleusi (400-300 a.C.). In alto a destra Demetra seduta con scettro; Persefone le è accanto, con torce accese in entrambi le mani. Foto da gettyimages.it

Che ne pensi di queste opere? ti è piaciuto questo articolo? vuoi condividere con me e gli altri utenti un tuo pensiero o un approfondimento? hai qualche curiosità in particolare?

Non aspettare: commenta questo post!

 

SEGUIMI ANCHE SULLA PAGINA UFFICIALE DI FACEBOOK, TI ASPETTO!

 

Tutti i diritti riservati. È assolutamente vietata qualsiasi forma di riproduzione parziale o totale del testo e delle immagini di questo sito.

6 commenti

  1. Pingback: La menta, da ninfa degli Inferi a pianta aromatica – La ceramica antica

  2. Pingback: O Fortuna, velut luna… – La ceramica antica

  3. Pingback: L’Anásyrma. Il sacro e l’osceno della femminilità  – La ceramica antica

  4. Pingback: L’anásyrma. Il sacro e l’osceno della femminilità – La ceramica antica

  5. Pingback: Etna. Ninfa, madre e paradiso in terra – La ceramica antica

  6. Pingback: Ade e Persefone (link online) – Sabatina Napolitano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Contenuto soggetto a copyright