Le muse e la loro arte

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Mosaico, I sec. a.C. Foto da pinterest.com.

Oh Muse, ispiratemi per questo post!

Oggi parliamo proprio di loro, le Muse, un argomento affascinante e che analizzeremo grazie l’aiuto delle immagini vascolari.

Iniziamo…

CHI ERANO?

Le varianti sulla loro nascita ne fanno figlie di Mnemosine (personificazione della memoria, figlia di Urano e Gea) e di Zeus, oppure di Armonia, o ancora di Urano e Gea.

Erano le cantatrici divine che deliziavano gli dei e donavano eloquenza, persuasione, saggezza, dolcezza e preparazione nel campo della storia, della matematica e dell’astronomia. Esiodo, per esempio, narra che esse donavano ai re la capacità di persuadere attraverso la parola, al fine di ristabilire la pace, e la dolcezza, per essere cari ai sudditi.

Esistevano 2 Gruppi principali:

  1. Muse della Tracia (le Pieridi) – legate al culto di Dioniso
  2. Muse della Beozia – legate al culto di Apollo

In origine erano 3, ma a partire dall’epoca classica il numero di 9 divenne canonico e ciascuna presiedeva un determinato campo dello scibile:

Calliope

SIGNIFICATO NOME. “Dalla bella voce”

CAMPO. Era la Musa della poesia epica.

ICONOGRAFIA E ATTRIBUTI. Era accompagnata da una tavoletta e uno stilo, oppure con un rotolo o un libro.

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Muse, pyxis (450-400 a.C.). Foto da Archivio Beazley.

Clio

SIGNIFICATO NOME. “Colei che rende celebri”

CAMPO. Era la Musa della storia.

ICONOGRAFIA E ATTRIBUTI. Era rappresentata stante o seduta, con un rotolo in mano o una cassa di libri.

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Meidias Painter. Clio, squat lekythos (425-375 a.C.). Foto da Archivio Beazley.

Polimnia 

SIGNIFICATO NOME. “Dai molti inni”

CAMPO. Era la Musa degli inni sublimi.

ICONOGRAFIA E ATTRIBUTI. Non presenta attributi, ma è rappresentata in atteggiamento pensoso e riflessivo.

Euterpe 

SIGNIFICATO NOME. “Colei che rallegra”

CAMPO. Era la Musa della poesia lirica.

ICONOGRAFIA E ATTRIBUTI. Era rappresentata con un flauto.

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Muse, pyxis (450-400 a.C.). Foto da Archivio Beazley.

Tersicore 

SIGNIFICATO NOME. “Che si diletta della danza”

CAMPO. Era la Musa della danza e della poesia corale.

ICONOGRAFIA E ATTRIBUTI. Era accompagnata da una lyra e da un plettro.

Erato 

SIGNIFICATO NOME. “Che provoca desiderio”

CAMPO. Era la Musa della poesia licenziosa e della pantomima.

ICONOGRAFIA E ATTRIBUTI. Era accompagnata da una lyra.

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Meidias Painter. Erato, squat lekythos (425-375 a.C.). Foto da Archivio Beazley.

Melpomene 

SIGNIFICATO NOME. “Colei che canta”

CAMPO. Era la Musa della tragedia.

ICONOGRAFIA E ATTRIBUTI. Era accompagnata da una maschera tragica, la clava di Herakles o una spada. Ha il capo circondato da foglie di vite e indossa i coturni, i tipici calzari degli attori tragici.

Talia 

SIGNIFICATO NOME. “La festiva”

CAMPO. Era la Musa della commedia.

ICONOGRAFIA E ATTRIBUTI. Era accompagnata da una maschera comica, un bastone da pastore o una maschera epica.

Urania – l’astronomia

SIGNIFICATO NOME. “La celeste”

CAMPO. Era la Musa della dell’astronomia.

ICONOGRAFIA E ATTRIBUTI. Era raffigurata con un bastone che punta verso un globo.

ICONOGRAFIA

Ho già trattato questo argomento, ma è doveroso fare delle precisazioni.

Ognuna aveva propri attributi, ma spesso, nella produzione vascolare attica, sono rappresentate in egual modo con lyra o altri attributi generici o accompagnate da determinati personaggi (esempio: Apollo e Tamiri), che fanno supporre che le donne rappresentate siano loro. Identificarle, quindi, risulta molto difficile, ma a volte gli stessi artisti ne dipingono il nome, anche se poi l’iconografia non corrisponde perfettamente.

Nell’arte romana, invece, ormai ormai valgono i canoni prima descritti.

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Calliope. Foto da pinterest.com.

MITI

Esse sono protagoniste dei seguenti miti:

  1. Sfida nel canto delle Sirene – Le Sirene vollero gareggiare e la loro tracotanza fu punita con lo strappo delle piume delle loro ali, usate poi come ornamento dalle stesse Muse. (p.s. Ti ricordo che nel mito le Sirene non avevano la coda, bensì avevano corpo di uccello e testa di donna).
  2. Sfida del poeta Tamiri – Dopo la sconfitta fu privato della vista e del dono del canto.
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Meidias Painter. Tamiri, squat lekythos (425-375 a.C.). Foto da Archivio Beazley.

CULTO

Esse erano venerate in Grecia, soprattutto in Tracia e in Beozia, e le libagioni in loro onore in genere consistevano in latte e miele.

Non esiste un loro culto a Roma, anche se tuttavia continuarono ad esse invocate dai poeti.

BIBLIOGRAFIA:

A. Ferrari, Dizionario di Mitologia greca e latina, Utet, Torino 2015, pp. 481-482; 666.

P. Grimal, Enciclopedia della Mitologia, Garzanti, Milano 2005, pp. 430-431.

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